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martedì 11 Maggio 2021
AgoràBreve guida per riconoscere il coatto: la retorica coatta

Breve guida per riconoscere il coatto: la retorica coatta

Chi e cosa definiamo coatto? C’è un corrispettivo in politica? Continua la nostra breve guida per riconoscere il coatto. Questa volta analizziamo la retorica coatta.

Guida per riconoscere il coatto: la retorica coatta

Prosegue l’analisi dell’orgoglio coatto: dopo aver stilato un quasi manifesto sulla etimologia del temine e aver percorso la storia del movimento e i principi filosofici di base arriviamo quest’oggi alla retorica cioè all’arte del convincere.

Riassunto dell’orgoglio coatto :

  1.  Coatto indica oggi chi si sforza di sembrare qualcosa che non è ed esercita la forza, al fine di ottenere ragione: esercitare la forza (coatta) laddove la ragione viene a mancare.
  2.  Il coatto è alla ricerca continua della vita di gruppo e dei sui simili. Ama le frequentazioni preferibilmente tra pari. Quello dei coatti è un clan che si auto celebra e che si auto promuove.
  3.  Ama la negazione, anche della moderazione, e celebra la sua fideistica idea autocefala.
  4.  Il coatto vive avvertendo un senso di discriminazione dal resto di una collettività, loro, che lui giudica classista e apatica, passiva alle asperità della vita che solo lui conosce.
  5.  Il coatto deride chi non si massifica al suo pensiero. Non conosce l’ironia, odia la satira che non capisce, non ha modestia.

La retorica  è l’arte del parlare, del convincere con le parole. Il termine viene dal latino rhetorica (ars), o arte di parlare in pubblico. Un insieme vasto di dottrine e tecniche che Henri Ireneè Marrou definisce il denominatore comune della nostra civiltà occidentale. È un metodo di organizzazione del linguaggio.

Ad una proposizione segue una conclusione. Lo scopo principale in un discorso retorico è la persuasione, intesa come approvazione della tesi dell’oratore. Si usa anche nelle domande ? Una domanda retorica è una domanda ovvia o lapalissiana che non prevede risposta.

La persuasione mira a scatenare un fenomeno emotivo di assenso. Si basa sul fondamento che, unendo le diverse proposizioni, si arriva da un presupposto ad una conclusione ovvia e accettata, un disvelamento della verità a cui si “intende pervenire” nel discorso, per influenzare l‘opinione* e di guadagnare consenso.

Le funzioni che deve assolvere un discorso, vengono indicate da Cicerone nell’Oratoria docere et probare, ovvero informare e convincere; delectare, catturare l’attenzione con un discorso vivace e non noioso; movere, commuovere il pubblico per far sì che aderisca alla tesi dell’oratore.

*Il termine opinione esprime la convinzione che una o più persone si formano nei confronti di specifici fatti, ma in assenza di precisi elementi di certezza assoluta per stabilirne la  veridicità. Con l’opinione si ha, spesso in buona fede, una versione personale o collettiva del fatto che si ritiene vero e, pur non escludendo che ci si possa ingannare, tuttavia lo si valuta come autentico sino a prova contraria.

Breve guida per riconoscere il coatto: la retorica coatta
Henri Ireneè Marrou

La retorica coatta: fondamenti

La prima è la generazione di una frase ad effetto che faccia breccia sull’opinione collettiva che sia poi possibile da condividere. Si parte dalla negazione di un dato elemento, ad esempio con l’insinuazione che qualcosa non torna. Si pone una domanda retorica, ad esempio voi credete davvero che i vaccini esistano? Secondo si usa poi il ragionamento logico della matematica frattale o teorema del caos indefinito, che Corrado Augias sintetizza nella definizione di frullatore. (cit. parte III)

Per le proprietà transitive della logica : Falso – Falso = Vero / Falso – Vero = Falso.

Se viene data per vera la prima preposizione, sarà anche se negativa, vera la seconda, andando avanti con negazioni (falso) e alternandole con positività (vero) si ottiene infine un ragionamento che peccando in fieri sino alla fine, conclude con Verità. Se date per buono l’ultimo o non buono è irrilevante, alla fine si conferma il tutto. È quindi la retorica che vi fa affermare ma c’è del vero.

Nel farlo però un coatto che si rispetti, deve aggredire e mettere in discussione la teoria, cercando un colpevole che individua di solito in Loro** anche se non esistono, utilizza affermazioni che facciano presa sulla target o pubblico che gli interessa, che per definizione non è uno studioso. (Orgoglio coatto regole identificative op cit. “Ama la negazione, anche della moderazione e celebra la sua fideistica idea autocefala”)

**Loro, gli altri il nemico l’oscuro, la casta, i poteri forti, le lobby. A seconda di a quale gruppo apparteniate o fate riferimento “Loro” che esistano o meno sono gli altri. Un adeguamento al contesto in cui mi muovete o fate riferimento. Nel caso che non vi venga in mente nessun nemico o siete voi al potere “Loro” è un entità indefinita e vaga è la più semplice delle soluzioni. Per estrema ratio e se siete degli abili affabulatori possono anche prendere forma nello spazio come i rettiliani, essere immortali e trasformarsi in vampiri, mangiare i bambini, etc.etc.

Poniamo il caso che si voglia difendere la schiavitù o la razza. Prima osservazione: la più facile da identificare l‘aspetto visivo (il colore della pelle), secondo si nota l’aspetto linguistico e culturale, ad esempio: mangiano diversamente da noi, credono in altre religioni, etc. A questo punto mostrata la presupposta differenza, si incita alla separazione e al mantenimento dei sani principi di religione, cultura, alimentazione, propri di una fantomatica civiltà pregressa si suppone pura e giusta.

Ora se diamo per presupposto che esiste la genetica, che un codice Dna contiene circa 3miliardi di basi contenute in 46 cromosomi, la combinazioni di queste basi costituisce la base del codice genetico. Prendendo per buono questo e che fra due fratelli gemelli ci possono essere sino al 10% di variazioni delle Rna genetiche; sapendo poi che la banana è quella che per geni (già noti: solo tra gli aminoacidi conosciuti) condivide con l’essere umano il 90% del proprio Dna, io ho la stessa possibilità matematica di assomigliare ad una banana che a mio fratello e la Meloni ha le stesse possibilità di essere figlia di un nero venuto dal mare, come di una banana.

Strano però che nei discorsi di Libero ad esempio non si faccia mai menzione delle invasioni delle banane venute dal mare, o della parentela genetica di un qualsiasi onorevole della lega con un immigrato clandestino. E poi scusate avete mai pensato a quant’è brutta questa parola clandestino ?

 

Breve guida per riconoscere il coatto: la retorica coatta

 

Pertanto alla prima mia affermazione (vera) ne segue una seconda (vera) una terza (vera) che finisce con dare della banana o della nera alla Meloni. Questa affermazione per retorica è esatta. Per logica anche. Forse è la verità ?. Metteteci una faccina pensierosa. Ma non mangiate banane per qualche giorno per carità, sia mai sia un parente.

Parliamo poi dello spaghetto al pomodoro che sempre per ordine di cultura e sovranità nazionale è per antonomasia un piatto identificativo dell’unita nazionale. Credo su questo che neanche il più sfrenato negazionista possa obiettare.

Lo spaghetto è nato in caucaso circa 9000 anni fa, (ne sono state trovate tracce sulla via della seta al confine con la Cina), il basilico è un ottima spezia (nonchè una delle divinità induista) indiana che mutando geneticamente i genovesi hanno trasferito all’Italia (per fini commerciali), il pomodoro è stato importato dalle americhe e usato per anni come ornamento nelle corti rinascimentali.

Quindi è un piatto di origine internazionale che a Gragnano e San Marzano in Campania, per la collina di Tigullo in Liguria li hanno accolti abbracciati e trasformati nel piatto nazionale. Tra l’altro all’epoca erano anche due regni differenti dall’Italia, ma questa è una sottigliezza. Arriviamo ora al surreale e sempre con un articolo di libero.

Altro esempio di Supercazzola retorica:

 

Breve guida per riconoscere il coatto: la retorica coatta

 

La prima è giusta? I gay che cosa c’entrano? Aumentano di peso ? Di felicità o di numero? Non ho poi letto l’articolo ma lo trovo di un imbecillità disarmante. Spregevole. Ma sull’opinione del lettore di Libero che effetto causa? Che opinione crea ? Se sei un bifolco, è probabile che in mancanza di possibilità di evasione fiscale, la colpa dei meno schiavi utilizzabili al nero, dei limiti posti dai comunisti ai patrimoni monopolistici, sia dovuta all’aumento dell’omosessualità, perché i bambini li mangiano i comunisti.

I gay sono una classe sociale già ghettizzata e non ancora ben organizzata, pertanto si può esercitare il bullismo e non subire conseguenze. I figli del celodurismo sono immuni dalla dignità e pertanto arriviamo all’etica.

La retorica coatta è questo: colpire il più debole della catena, negare un ovvietà sostituendola con una dignitosa supercazzola a favore di un opinione pubblica che ne aumenti il consenso. Se non basta ci sono metodi ancora più coercitivi ma non voglio tediarvi a vi rimando alla prossima puntata che ovviamente sarà l‘etica.

La vostra banana preferita.


Breve guida per riconoscere il coatto: Prima parte

Breve guida per riconoscere il coatto: Seconda parte

Breve guida per riconoscere il coatto: Terza parte

 

 



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Daniele De Sanctis
Daniele De Sanctis
programmatore, ghost writer in economia, Laurea in “cose inutili e altre amenità”. Produttore esecutivo tv per conto della Rai sino a Maggio 2009. Sommelier, insegna a Perugia nel 2009 nei laboratori professionalizzanti dell'Università degli studi UNIPG. Con Slow Food Roma per 10 anni, organizzo “Gas”. Dal 2013 collabora come editorialista per la rivista Agrodolce.

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