1 C
Rome
mercoledì 19 Gennaio 2022
AgoràBreve guida per riconoscere il coatto: la mucca da mungere sei tu

Breve guida per riconoscere il coatto: la mucca da mungere sei tu

Chi e cosa definiamo coatto? C’è un corrispettivo in politica? Continua la nostra breve guida per riconoscere il coatto. Stavolta ti spieghiamo perché la mucca da mungere sei tu.

Guida per riconoscere il coatto: la mucca da mungere

Capitolo VIII
Credi in te stesso.

L’effetto gregge (capitolo VII) , chiamato più comunemente “il popolo”, è il richiamo delle moltitudini coatte. Convincere il gregge ad aggregarsi ad un gruppo esteso di pari livello, è la regola n2.
Ma oggi che viviamo isolati, al massimo siamo congiunti, il coatto che è in tutti noi e
necessita di un branco e di un gruppo di appartenenza, è stremato. Come puù rivalersi, e
difendersi dai nemici, gli altri, Loro ? Deve credere in se stesso.

La politica italiana incapace di trovare una benché minima idea tra i nominati eletti, dopo
due tentativi di varia natura, fallimentari, grazie all’iperbole di cazzeggio mediocratico che
contraddistingue la dirigenza italiana, ha deciso di andare in crisi e nominare a stragrande
sudditanza, un governo tecnico del Grande Vate eccellentissimo santissimo Gran Lup. Mann. prof. Mario Draghi.

Crisi, Zingaretti cerca di salvare alleanza con M5S

 

Ora, sia chiaro, Draghi non è un coatto, è un uomo colto noto per competenza e soluzioni, il che lo pone nel novero delle persone preparate e intelligenti. La cosa che sconcerta è
che nel suo discorso d’insediamento ha detto tre o quattro banalità lapalissiane:

  • Non si fa debito per pagare debito pregresso.
  • Bisogna migliorare l’efficienza del servizio pubblico, inteso come servizi vari,
    dall’Inps ai comuni, eliminare i ritardi, rendere efficiente la sanità regionale
  • Riformare il sistema fiscale che risulta complesso e iniquo.
  • Migliorare la scuola che è devastata dai tempi dei peripatetici.

Insomma cose che diceva mio nonno negli anni 70. E che vi assicuro sa bene anche il fruttivendolo dl Bangladesh che ho di fronte casa (il mio personale campione di popolo). Badate bene nessuno di noi tre ha fatto il direttore del Tesoro o il presidente della BCE, ma nel nostro piccolo c’eravamo arrivati da soli senza tanti studi di mercato, e non ci ha mai chiamato il presidente Mattarella.

Ora mi chiedo: ma questo popolo siamo noi tre (io, nonno e fruttivendolo) o Briatore, la ministra Carfagna o la sciampista del Tuscolano? Popolo è quello che invocano i rappresentanti dell’orgoglio coatto ed è lo stesso che ha votato i 1000 parlamentari che a questa ovvietà non ci arrivano ? Popolo è quello che chiede le aperture dei campi da sci o delle discoteche in Sardegna ? Popolo è quello che chiede il Ponte sullo stretto di Messina ?  Il popolo lo vuole, vuole nuove elezioni. Lo dice la Meloni.

Abbiamo anche noi il nostro sciamano, è Giorgia Meloni

Per non fare torto a nessuno sono andato a visitare il mio campione statistico e ci ho aggiunto la vicina di casa (è una sarta con negozio), il fornaio, il macellaio del mercato dell’Alberone, e una truccatrice di cinema (non avendo la possibilità di interrogare la sciampista del Tuscolano).

Bene, su sei campioni le priorità sono state: non me ne frega nulla delle elezioni, che
invece lascino le aperte le scuole. Più mezzi pubblici che funzionano.

Più nel particolare, su Roma si sono sprecati gli insulti a vigili urbani corrotti, imprecazioni nei confronti della amministrazione comunale, problemi di rilascio licenze prebende e tasse continue; si sottolineano le difficoltà poste dall’amministrazione statale. Uno ha detto (uno su sei quindi il 15%, che bisognerebbe tornare a votare ma dopo che finisce la pandemia). Infine uno ha dichiarato che il suo padrone di casa evade le tasse sull’affitto.

Il macellaio c’è l’ha a morte con i supermercati che hanno abbassato di molto i prezzi comprando carni da paese dove l’allevamento è totalmente illegale. Se la Raggi si presentasse al mercato per raccogliere i suoi voti, in questo momento rischierebbe i pomodori in faccia. Perché sono tutta gente educata e “le mani addosso ad una signora non si fa”.

Processo Marra, Raggi: "chiesi revoca, nomina che ho dovuto ingoiare"

Il fruttivendolo del Bangladesh chiede invero come mai se lui è da 20 anni in Italia e ha tre negozi e nove dipendenti deve ancora rinnovare il permesso di soggiorno ogni anno.

Cosa vi voglio dimostrare con questo sondaggio personale ? Nulla. Noi, non siamo il popolo, ma nemmeno quello che vedo in Tv lo è, o quello che vota su Rosseau del M5s. La mia è una bolla allargata, persone che se spinte a ragionare con domande mirate mi da un risultato da me condivisibile.
La Bolla o la bias di conferma (confirmation bias) è il meccanismo cognitivo per il quale
ci troviamo a sottovalutare o a ignorare del tutto fatti e dati che contraddicono le nostre
opinioni.

È il motivo per cui ci riesce facile chiuderci dentro camere dell’eco (echo chamber). Così, nella vita reale come in rete, tendiamo a selezionare e a frequentare persone che hanno opinioni affini alle nostre. Essere chiusi in una stanza, con persone simili a noi, ci fa sentire al sicuro. Rafforza anche la nostra sensazione di essere nel giusto, e con questa la nostra autostima. Questo non ci aiuta certo a capire meglio le cose o ad acquisire punti di vista equilibrati o nuove prospettive.

Suicidi da coronavirus: il tabù del fallimento. Foto di Tom Pumford

In sintesi, succede a tutti noi di districarci nella complessità del mondo senza analizzare, pesare e valutare ogni dettaglio: ci affidiamo a strategie di pensiero che si chiamano euristiche. Anche questo nome viene dal greco: heurískein vuol dire “trovare, scoprire”. Le euristiche sono procedimenti mentali intuitivi, e sbrigativi, che ci permettono di farci un’idea di qualsiasi cosa in fretta e senza fatica. Sono euristiche, per esempio, gli stereotipi o le convinzioni autocefale.

Viviamo nella nostra nostra Bolla o camera dell’Eco, quindi siamo soli, ma connessi con una realtà virtuale data da rapporti liquidi , mediati dai mezzi di comunicazione di massa, o mass media, che in un tempo differenziale.

Ci dicono cosa sta succedendo e in un dove astratto immateriale. Non ho mai sofferto tanto questa
modernità. Quanto per la mancanza di comunicazione vera, quella del vis a vis, degli abbracci, del litigio e del semplice come stai ? Per ovvi motivi oggi ci è negata, la cosa, il covid ci pone nelle nostre camere dell’Echo a guardare cosa accade fuori.

Accade che diventiamo popolo, che una serie di persone decidano per noi. Crisi, legalità, ristori.  (Annamaria Testa)

Sono cose e fatti astratti che riusciamo a percepire solo nell’attimo in cui ci toccano. Ma chiusi nelle nostre camere, stiamo a guardare, cantando magari sui balconi, ma seduti come il vecchio cinese ad aspettare che passi. Chiusi nelle nostre camerette, o davanti ai
nostri monitor assistiamo a un cambiamento epocale.

Il Virus found da 209 miliardi

Non potendo decidere mi sento popolo. Il popolo decide, il popolo vota, il popolo ha fame, il popolo della notte. Il popolo sono le persone che vivono sotto uno stesso gruppo organizzato.

In democrazia sarebbe, secondo Rescigno, il cittadino che firma un contratto, di
rappresentanza con i suoi delegati a rappresentarlo. Il popolo è chiunque, il popolo è me, te, il tuo vicino senza distinzioni. Ma il popolo diventa moltitudine, come sottolinea bene
Spinoza, nel momento che in minoranza o in gruppo si impone ad una massa di inermi.
Ma siccome non riesco mai a convincere il condominio a mettere la fibra nelle scale, come
pensate che potremmo trovare un accordo ragionevole sul fisco a livello nazionale?

Mentre le cose serie le lasciamo a Draghi, con il mio campione di popolo si è determinato
che:

  • La signora XXX deve pagare le tasse sull’ affitto che percepisce al nero. (Unanimità)
  • Il macellaio vince in commissione agricoltura e chiede che venga messo il dazio
    sull’importazioni della carne. (Unanimità a favore meno un astenuto, La truccatrice, la quale specifica che il suo è un voto a favore dei dazi ma limitato alla carne. Questo perché la sua rappresentata, che sarebbe la shampista, è fidanzata con un lavoratore del supermercato e non vorrebbe che la cosa ci scappasse di mano.
  • La shampista del Tuscolano (rappresentata dalla truccatrice cinema) chiede che sia vista la possibilità di rimandare la Raggi in esilio oltre Tevere, allontanata con infamia. Voti a favore 4 astenuti 1 il Banghla non sapeva se poteva votare o meno.
  • Stiamo seriamente pensando di denunciare i Vigili alla magistratura per abuso di potere e concussione. (5 a favore 1 contrario).
  • Quelli del mio campione non votano al condominio per cui niente fibra anche quest’anno speriamo che ci pensi Draghi.

Covid, Messi e Rovella la bolla del calcio sta per esplodere

Ora, come vi dimostra il mio campione che non include la circonvallazione Appia e via Baccarini, ma che mi riservo di andare ad osservare, fasce colorate permettendo, generare pensieri o manipolare le conclusioni di una assemblea è abbastanza facile, o perlomeno riportarvi quello che preferisco.

Questo stare nella propria bolla, in uno stato di cattività emotiva, ha aumentato la percezione di sé: il mio interlocutore è principalmente me stesso e salvo non si soffra di bipolarismo, la progressione di convincimenti autocefali è dietro l’angolo.

[themoneytizer id=”68124-1″]

La bolla si è ristretta grazie anche ai social e ai suoi algoritmi che arrivano al parossismo di offrirci di comprare una cosa di cui stavamo parlando a tavola. Ci sentiamo osservati, controllati. Poi, non avendo interlocutori, la tua teoria si espande, la ripeti, diventa prima mantra, poi grazie ai messaggi fallaci della pubblicità, diviene praticabile. Fai un corso di due ore on line e diventi Social manager, fotografo, attore, video maker, esperto di adv google. Come se in due ore si imparasse un mestiere.

Tutto si risolve con una pillola. Ma soprattutto visto che il prodotto da vendere (cap VII) sei
tu, non ti vendono più prodotti di consumo ma speranze di riuscire ed avere successo.
Credi in te stesso! Esprimiti nella tua Bolla.

La cosiddetta gente di mondo non capisce nulla del mondo: si basa unicamente su poche
massime ciniche, che per di più non sono vere. Ricordo che passeggiavo un giorno con un fortunato editore, il quale fece un ‘osservazione: ‘Quell’uomo farà strada, crede in se
stesso’. ‘Vuoi sapere dove sono gli uomini che credono i se stessi? …Sono tutti nei
manicomi.’ Se tu consultassi la tua esperienza di affari… vedresti che il credere in se
stessi è una delle caratteristiche più comuni degli imbecilli. La completa fiducia in se non è
solamente un peccato: è una debolezza. Credere assolutamente in se stessi è una
credenza isteria e superstiziosa come credere nelle favole.”   Gilbert Keith Chesterton – il Pazzo e il Re.

Quando si è autocefali, cioè si auto genera un pensiero di potenza, ma in senso
autarchico, non facendosi aiutare da uno bravo, dalla cultura, dall’esperienza e dallo
studio, si compie un ragionamento che non poggia sulla realtà ma su esperienze meta
empiriche. Su questa frustrazione e realtà poggia il concetto di Orgoglio coatto.
Loro, la truccatrice di cinema, il macellaio dell’Alberone, l’autore radical di
questo articolo, la sartina, sono quelli che non ti permettono di diventare famoso e ricco.
Quando sentite le parole popolo o vinceremo, ricordatevi chi è la mucca da mungere .

Mio nonno che come Draghi avrebbe risolto 30 anni fa i problemi dell’Italia diceva infine una cosa che vi suggerisco come fosse un mantra: Si, è tutto molto bello. Ma alla fine, chi paga? 

LEGGI ANCHE

[themoneytizer id=”68124-28″]


Daniele De Sanctis
programmatore, ghost writer in economia, Laurea in “cose inutili e altre amenità”. Produttore esecutivo tv per conto della Rai sino a Maggio 2009. Sommelier, insegna a Perugia nel 2009 nei laboratori professionalizzanti dell'Università degli studi UNIPG. Con Slow Food Roma per 10 anni, organizzo “Gas”. Dal 2013 collabora come editorialista per la rivista Agrodolce.

Ti potrebbe anche interessare

Ultimi articoli