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martedì, Agosto 16, 2022

W l’Italia campione ma non è il calcio che risolverà i nostri problemi

Abbiamo vinto l’europeo, siamo tutti felici, ma finiamola con questa retorica della rinascita del paese. Non è il calcio che risolverà i nostri problemi, può solo anestetizzarci per qualche momento.

Non è il calcio che risolverà i nostri problemi

L’Italia non si riprenderà per una partita di pallone, pensarlo è stupido, è anzi un modo per nascondere i problemi, per non dire la verità.

La nostra ripresa non dipende da bravi giocatori come Chiellini, Chiesa o Insigne, ma dalla capacità di liberarci di un enorme apparato ideologico di cui il calcio rischia di essere uno strumento retorico.

Ci libereremo delle nostre debolezze nazionali, quando finalmente si riprenderà un po’ di coscienza di classe, quando torneremo a essere un’Italia di popolo e abbandoneremo le velleità di facile ricchezza o le idiozie individualistiche da startup e anti stato (dilaganti anche a sinistra).

Quando insomma cominceremo a essere meno provinciali, meno subalterni alle idiozie di Maastricht, meno creduloni verso le magnifiche sorti progressive del capitale, meno schiavi dei miti dell’imprenditore e del l’individualismo anarcoide.

Il nazionalismo italico che i media costruiscono ogni volta intorno alle vicende degli Azzurri è invece penoso, fa scendere il latte alle ginocchia, è una falsificazione sia del calcio, sia del nostro paese, descritto come creativo, resiliente, dinamico. È tutto falso.

L’Italia è un paese dominato dalla mediocrità, da una classe politica indecente, da un’élite economico-industriale che meriterebbe calci nel culo, da un’intellettualità idiota e meschina.

Col calcio ci possiamo consolare, divertire, piangere lacrime di gioia o di amarezza, ma non risolvere i nostri problemi.

The italian job: campioni! Italia-Inghilterra 4-3 (dcr), il Pagellone

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Paolo Desogus
Paolo Desogus
Paolo Desogus è Maître de conférences presso la Sorbona di Parigi. Nel 2015 la sua tesi di dottorato in italianistica e semiotica ha ottenuto il Premio Pier Paolo Pasolini conferito dalla Cineteca di Bologna. Oltre a diversi articoli su riviste specialistiche, ha pubblicato La confusion des langues. Autour du style indirect libre dans l’œuvrede Pier Paolo Pasolini (Éditions Mimésis, 2018) e Laboratorio Pasolini. Teoria del segno e del cinema (Quodlibet, 2018).

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