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lunedì, Luglio 4, 2022

Michela Marzano, Carmen Consoli e l’idea che le qualità umane dipendano da fattori biologici

In due interviste differenti Michela Marzano e Carmen Consoli hanno parlato entrambe di maternità (per il proprio caso specifico), portando l’illusione che una supposta programmazione biologica lasci in dote le qualità (immaginate) necessarie per imporsi.

Michela Marzano, Carmen Consoli e le qualità umane dipendenti da fattori biologici

Due notizie, comparse questa settimana, mi pare che possano aiutarci a comprendere un processo in atto. La prima è quella della filosofa Michela Marzano, che in un’intervista sul suo ultimo libro ha affermato di non aver avuto figli perché non voleva riprodurre i geni del nonno dal passato fascista.

La seconda riguarda Carmen Consoli, recentemente divenuta madre dopo un’inseminazione artificiale: la cantante, in un’intervista, ha affermato di aver scelto il donatore sulla base di alcuni tratti sociali e culturali che lo caratterizzano (medico, ama Bach…).

Foto Huffpost

Ora, a me non interessa tanto dare un giudizio su queste due notizie, relative a due questioni del tutto legittime. Vorrei invece concentrarmi su un altro aspetto che mi pare significativo, ovvero l’idea regressiva secondo cui le qualità umane, buone o cattive, dipendano da fattori biologici.

Se ci pensate, questa concezione si è già diffusa nella scuola, attraverso la metafisica del talento e della didattica delle competenze di tipo neoliberista, quella secondo cui ognuno può trovare un posto nel mondo se sviluppa le proprie doti, le propensioni iscritte nel patrimonio identitario di ognuno.

L’essere umano non costruisce più se stesso nella storia, nel suo rapporto con l’alterità, cioè nel suo rapporto con la società, con la cultura e con le condizioni materiali in cui si trova. Ma è un dato precostituito che (un po’ come il capitale) può realizzarsi se non trova gli ostacoli che gli impediscono di sbocciare, di realizzarsi.

Ecco che allora diviene necessario programmare (o rinunciare a programmare nel caso della Marzano) la nascita dei propri figli dal punto di vista biologico, nell’illusione che vengano su dotati di quelle qualità necessarie per imporsi nella competizione e inserirsi nel mondo immaginato dal capitale.

Foto Viagginews

Tutto molto triste. C’è infatti da essere pessimisti, molto. Però ricordiamici, la storia non bussa dalla porta d’ingresso e nessun supermercato di geni col bollino del buon progressista neoliberale o dell’uomo di successo può impedire che questa roba venga presto spazzata via.

 

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Paolo Desogus
Paolo Desogus
Paolo Desogus è Maître de conférences presso la Sorbona di Parigi. Nel 2015 la sua tesi di dottorato in italianistica e semiotica ha ottenuto il Premio Pier Paolo Pasolini conferito dalla Cineteca di Bologna. Oltre a diversi articoli su riviste specialistiche, ha pubblicato La confusion des langues. Autour du style indirect libre dans l’œuvrede Pier Paolo Pasolini (Éditions Mimésis, 2018) e Laboratorio Pasolini. Teoria del segno e del cinema (Quodlibet, 2018).

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