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domenica 12 Settembre 2021
AgoràMass media e social: l’era del coatto

Mass media e social: l’era del coatto

Chi e cosa definiamo coatto? C’è un corrispettivo in politica? Continua la nostra breve guida per riconoscere il coatto. Oggi osserveremo mass media e social.

Guida per riconoscere il coatto: mass media e social

Per chi si fosse perso i precedenti appuntamenti ecco le regole di base che caratterizzano l’Orgoglio coatto.

1) Coatto indica oggi chi si sforza di sembrare qualcosa che non è ed esercita la forza al
fine di ottenere ragione: esercitare la forza (coatta) laddove la ragione viene a mancare.

2) Il coatto è alla ricerca continua della vita di gruppo e dei sui simili. Ama le
frequentazioni “preferibilmente tra pari”. Quello dei coatti è un clan che si auto celebra e
che si auto promuove.

3) Ama la negazione, anche della moderazione, e celebra la sua fideistica idea autocefala.

4) Il coatto vive avvertendo un senso di discriminazione dal resto di una collettività, “loro”
che lui giudica classista e apatica, passiva alle asperità della vita che “solo lui” conosce.

5) Il coatto deride chi non si massifica al suo pensiero. Non conosce l’ironia, odia la satira
che non capisce, non ha modestia.

Breve guida per riconoscere il coatto propaganda e neuro-marketing

L’era del coatto tra mass media e social

Alla fine del “secolo breve” (1989, crollo del muro di Berlino) alla facoltà di Harvard a
Boston (Ma), venne chiesto ad alcuni intellettuali di tracciare un ipotesi di futuro. Il “secolo
XXI”, si affacciava l’era della comunicazione di massa, libera e veloce, la tela del ragno o
“web”: Internet avrebbero reso il mondo migliore? La globalizzazione avrebbe portato ad
un era senza conflitti? Nessuno fu ottimista.

Tra i vari testi profetici spiccano sicuramente Verso il XXI secolo, di Paul Kennedy dove si prevedeva l effetto del superamento degli stati nazionali, a favore di aggregazioni più vaste, e la supremazia economica cinese. Un secondo testo invece, le Lezioni Americane di Italo Calvino, vedeva nella necessità di mutamento della comunicazione delle ottime possibilità di rendersi globale, ma di avere una sorta di necessità di sintesi. Osservava Calvino: il manifestarsi del problema della verifica delle fonti e la necessita individuale di dover divenire al contempo: molteplici, esatti, leggeri, rapidi, visibili.

I conflitti dell’umanità sono da ricercare nella volontà di supremazia di un individuo sugli altri e il controllo monopolistico delle materie prime. Questo porta allo stato attuale di costante conflitto tra Turchia, Russia, Stati Uniti, Inghilterra, Cina, con costante tensione e scontri indiretti. Il web, e il liberismo del movimento di capitali ha permesso di aprire il mondo anche alle informazioni.

Oggi qualunque merce e soprattutto il denaro, può viaggiare più o meno legalmente ovunque, e chiunque, in linea teorica, può inserire un contenuto in rete (non spostarsi ma spedire) e produrre un informazione libera.

Se rispetta le cinque regole di Calvino, può produrre un effetto ali di farfalla tale, da divenire persino un azione di rottura del sistema.
Le primavere arabe, gli scontri di Honk Kong, Greta Tumbergh, l’assalto a Capitol Hill,
sono fenomeni caratterizzati da informazioni in rete. Le sette e i gruppi terroristici usano il
dark web e i social per comunicare. Quindi i mass media assolvono principalmente a
cassa di risonanza di fenomeni partiti dal basso.

Il coatto necessita di comunicare le sue istanze e di conformarsi a teorie di rabbia per
aggregare consenso. Laddove riesce a trasmettere il suo messaggio, è in grado in linea
teorica di farlo.

Abbiamo visto come la retorica e la propaganda assolvano allo scopo di creare un popolo diviso in caste e gruppi di interesse. Il vero obiettivo del coatto in politica è la costruzione di un consenso coatto fideista per l’ottenimento del potere, o alle volte solo della rivincita sulla discriminazione che lui sente addosso. Questo richiede qualcosa di più convincente della semplice propaganda e deve generare un popolo o moltitudine fedele ciecamente alla dottrina del capo coatto di turno.

Se pensate che sia facile sbagliate di grosso.
Per sintesi posso fare un paragone prendendo ad esempio proprio le Lezioni Americane di Calvino.

Italo Calvino e le lettere a Elsa: il demone dell'amore

Le 5 regole di Calvino

Molteplice: è applicato secondo due direttrici; la prima è più canali: media tv, stampa, social media. La seconda sulle forme video, audio e scrittura. Ogni canale ha le sue peculiarità e trovare una centratura è operazione complessa, molteplice quanto i vettori. Diciamo che il contenuto sarà uno dei problemi minori che un coatto affronta.

Esatto: se osserviamo l’intenzione cioè quella di ottenere consenso, allora anche la comunicazione più orrenda che causa ripugnanza orrore è esatta. È una delle perverse logiche dell’orgoglio coatto: aumentare la rabbia per ottenere il consenso contro Loro. È la motivazione prima, indipendentemente dalla verità o dalla logica. Usare la rabbia per colpire “Loro”.

Leggero: sicuramente Calvino voleva intendere altro, qualcosa che stimolasse il pensiero,
verso qualcosa di fresco, con un linguaggio per quanto esatto, anche facile da
comprendere.

La leggerezza Coatta è invece una negazione dell’approfondimento o della riflessione, veicola semplici messaggi lavorando sugli istinti, non spinge alla riflessione ma
alla superficialità. Per intendersi l’uso delle tette nella pubblicità: spingere le donne a
mostrarle, a ingrandirle attraverso la chirurgia, non è un messaggio leggero ma lo si
interpreta per tale. Se vuoi avere successo in questo mondo dominato da uomini misogini,
l’unico modo è usare la vendita del corpo per ottenere attenzione. Se hai le tette vinci.

Per gli uomini è altrettanto leggero il conformismo. Se sei bello ottieni attenzioni e puoi vincere facile basta che segui il modello in auge nelle televisione. Questo messaggio implicito che spinge ad un “conformismo coatto” senza sforzo, applicazione o merito, ma che nel branco si ottenga successo è una delle catastrofiche menzogne di questo XXI secolo.
È la possibilità di vendere se stessi come merci, che media e pubblicità e marketing hanno
diffuso e promosso. I coatti ci credono, e la frustrazione di non ottenere il risultato causa la
rabbia o l’insoddisfazione aumentando il gregge.

Distruggere qualsiasi forma di pensiero critico con “due palle”, o sottolineare un “sei pesante” ad un argomento come questo permette di porre allo stesso piano cose diverse. Ridurre tutto ad pensiero profondamente coatto, come i supereroi a semplice entertainement, è la scusa nel negare di veicolare un messaggio coatto o fascista. Tanto chi vuoi che ci creda? Anche se poi si scopre che qualcuno crede che la terra sia piatta…

La dittatura sanitaria: andata e ritorno nel disagio

Rapido: la velocità, è il grande alleato di orgoglio Coatto. Il tempo dell’ozio e della
riflessione della sedimentazione dei pensieri e delle esperienze, il tempo per… sono
negati sia dalla immediatezza, sia dalla corsa a nuovi stimoli.

Questa ricerca di novità, di frontiere da superare, è uno dei fenomeni moderni che arriva come inevitabile e che scardina le strutture precedenti. Il tempo è alleato della superficialità coatta che chiede sempre adesso e subito, che non ha, non vuole, e non deve avere tempo per riflettere.

L’esempio più semplice sono le esternazioni dei nostri leader politici durante la pandemia.

Visibile: e il fine primo del coatto, la visibilità, il riconoscimento sociale che determina il
potere di chi ne gestisce la possibilità di farsi notare emergere e di aggregare consenso.
Cioè, chi realmente gestisce i media e i social media, che chiamiamo editore, capo
struttura o logaritmo. Sono quelli che in realtà determinano la possibilità reale di poter far
accedere alla visibilità e veicolare il contenuto.

Se nel secolo breve la contrapposizione dell’Io si basava sull’ essere o avere cioè tra
possedere qualcosa o costruirsi un proprio carattere sociale, oggi all’alternativa si
aggiunge il fattore apparire. Questa apparenza è simile all‘esistenza virtuale, è mediata
nel tempo e nel controllo, ma offre la possibilità di generare un gruppo o identificare un
carattere. Oggi passa per i follower e per la reputazione. Al di la di ogni possibilità di
correzione o di cambio, se non appari, semplicemente, socialmente, non esisti.

Non posso in questo senso, credere, alla buona fede dei controllori dei social media e dei
principali motori di ricerca, sulla scalata al potere di molti coatti. Twitter ha permesso che Trump incitasse all’uso della violenza, facebook ha sostanzialmente veicolato e controllato
il referendum sulla Brexit. La Cina usa a proprio favore Internet.

La censura a Trump e la cancel culture affari delicati

In questo caso il campione più noto in Italia è Berlusconi che negli anni ha veicolato il suo consenso attraverso la televisione e i media tutti, infine ha plasmato un intera generazione di suoi follower basandosi su pochi principi edonistici: “culi e tette”, “odio verso le istituzioni”, e poco altro.  Ha reso tutta la televisione a sua immagine e somiglianza, generando una serie di “intellettuali” compiacenti e devoti che in confronto Achille Starace era un pivello.

Il potere e il suo mantenimento consistono sempre nel controllo della comunicazione, e
nell’apparire capo mandria.
Non è che chiunque possa nominarsi Capo mandria o leader popolare senza aver almeno
compiuto un successo o aver attraversato un avversità. Nella narrazione della biografia di
un capo mandria troverete sempre una storia strappalacrime e una ingiustizia subita, (vera
o falsa che sia) per cui il capo popolo pretende sempre sostegno, per combattere verso
Loro che impediscono a tutti quelli come Noi di combattere per la libertà e per il
riconoscimento sociale, che gli spetta di diritto e che gli è ingiustamente negato.

Adolf Hitler ha tentato due volte di diventare artista ma all’accademia (Loro) avevano
intuito che il ragazzo non fosse portato per l’arte e che sembrasse disturbato. Le poche
opere che realizzerà hanno un aspetto megalomane ed eccessivo, coatto appunto. Si
vendicherà e cercherà dopo un passaggio attraverso il veganesimo e qualche mese di
detenzione, di appropriarsi di tutta l’arte del mondo, comprese quelle leggendarie. E per
assurdo prenderà spunto da un altro megalomane, Rudolf Steiner, per usare il complotto
dei savi di Sion per dimostrare che “loro” fossero il male.

The Wall dei Pink Floyd: 41 anni del muro dell'alienazione

Tutti gli artisti o pseudo tali main stream, nella loro biografia riportano un eccesso o una
“infanzia difficile”. Anche quando questa è pura fantasia e sono invece figli o nipoti di, e
copiano spudoratamente da altri. Giustificano così gli eccessi e i vizi o il kitcht dei prodotti.

Il capo Mandria coatto è un Megalomane, non ha limiti, gli si attribuiscono santità, appetiti sessuali smodati (Berlusconi, Mussolini, Rocco Siffredi), proviene da un precedente cambio di rotta: Stalin (che studiava da prete) Mussolini (che era Socialista), appetiti e fame smodati (Luigi di Francia, Carlo V, Carlo Magno, Enrico Ottavo).

Gli sono attribuiti i poteri dei supereroi della Marvel a cui tutto è permesso. In questo proprio la Marvel compie il miracolo della propaganda coatta: ogni personaggio ha avuto una infanzia difficile, una grande crisi, una voglia di riscatto, ed è diventato: vendicativo,
violento, combatte Loro per il bene assoluto indiscutibile. “Loro”, le minoranze, sono il
male assoluto, i non conformi alla nuova era, sono i nemici del popolo.

Fa niente che si inventi o si travisi la storia, si generino calunnie o macchine del fango. Se si mente sulla propria storia, il nemico “loro” non deve essere per forza reale: ad una bugia, ne segue sempre un’altra.

Davanti a questa retorica non esiste sorta di limite, riflessione o pietas: c’è la morte, la distruzione, i cavalieri dell’apocalisse. Due sono le basi di ogni retorica di questo tipo, una catastrofe o una crisi collettiva, un nemico o una minoranza da incolpare.
Ogni avvento di un regime coatto ha prima di se il manifestarsi di una crisi economica o
pandemica. Di solito seguita da movimenti e rivendicazioni sociali forti, in cambi di
prospettiva economica, in rivoluzioni.

Cavalcando il malcontento il capo mandria coatto propone la presa del potere per il cambiamento e la vittoria della moltitudine. Per farlo c’è bisogno di controllare i mass media. Se riesce avrete il nuovo Duce, se fallisce qualche tetta in più sulla pagina Instagram.

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Daniele De Sanctis
programmatore, ghost writer in economia, Laurea in “cose inutili e altre amenità”. Produttore esecutivo tv per conto della Rai sino a Maggio 2009. Sommelier, insegna a Perugia nel 2009 nei laboratori professionalizzanti dell'Università degli studi UNIPG. Con Slow Food Roma per 10 anni, organizzo “Gas”. Dal 2013 collabora come editorialista per la rivista Agrodolce.

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