12.4 C
Rome
mercoledì 18 Maggio 2022
AgoràLa guerra e il nostro futuro: l’unica parola di verità la dirà...

La guerra e il nostro futuro: l’unica parola di verità la dirà la realtà

Sia riguardo alla guerra in Ucraina sia riguardo al nostro paese alla fine sarà la realtà a dire la sua. Troppi meccanismi sono già in atto.

La guerra e il nostro futuro

Qualcuno ha creduto che perdendo tempo a scrivere si intendesse acutizzare le cose. Non è così. Si è cercato di avvisare, di evitare, mentre si era in tempo. Credo il tempo sia davvero scaduto. Troppi meccanismi sono già in atto.

A me pare che nelle prossime settimane il conflitto in Ucraina cambierà le proprie modalità, perché è cambiato un elemento: ora i russi odiano davvero gli ucraini, un odio feroce come può esserci tra fratelli. Voi direte che a contare sono le cause geopolitiche. Non è vero.

L’odio genera un’energia devastatrice. Gli orrori stanno per iniziare, da entrambe le parti.
Avremmo potuto e dovuto fermare tutto ciò, e non abbiamo voluto. Ma non vi aspettate fiori. Non scandalizzatevi per quello che accadrà. La guerra non è un pranzo di gala.

La guerra significa uccidere o essere uccisi, e per uccidere bisogna odiare, e se odi non hai pietà, non puoi avere pietà.

Ma nei prossimi mesi le cose cambieranno anche nel nostro paese. Il pericolo non è qualche comparsata televisiva, qualche post.

Il problema è l’odio impotente che sta crescendo nel paese, il malessere, il disagio sociale, la rabbia priva di espressione e di voce.

Le cose maturano piano. Le guerre iniziano con annunci roboanti, tutti applaudono all’inizio. L’inizio è sempre un film. Ma le cose cambiano quando incide e marchia a fuoco la vita del persone.

Si crede che finendo di distruggere quel poco di sfera pubblica rimasta si porrà un freno a tutto ciò. Credo sia un errore.

Ognuno si chieda che cosa c’è dopo la distruzione della sfera pubblica e del pluralismo. Io non vedo niente di buono.

Ma bisogna rassegnarsi. C’è una classe dirigente, intellettuale, dei media, c’è una cultura politica con un disegno. Secondo me portano al baratro. Ma poichè è sorda e chiusa non ha senso contrastarla e cercare di farla ragionare. È come imprigionata in una sfera, in un delirio.

Lasciamo allora, impotenti come siamo, che le cose facciano il loro corso, sia in Ucraina sia nel nostro paese.

L’unica parola di verità la dirà la realtà, con i suoi tempi e i suoi modi.

Cartoline da Salò: un anno marchiato dalle stimmate della pandemia

 

Leggi anche


Vincenzo Costa
Vincenzo Costa
Vincenzo Costa è professore ordinario alla Facoltà di Filosofia dell’Università Vita-Salute San Raffaele, dove insegna Fenomenologia. Ha scritto saggi in italiano, inglese, tedesco, francese e spagnolo, apparsi in numerose riviste e libri.

Ti potrebbe anche interessare

Ultimi articoli