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domenica 28 Febbraio 2021
In Evidenza The Wall dei Pink Floyd: 41 anni del muro dell'alienazione
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The Wall dei Pink Floyd: 41 anni del muro dell’alienazione

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Il 7 Febbraio del 1980 partiva il The Wall tour dei Pink Floyd, pochi mesi dopo l’uscita dell’album epocale, tra i più venduti della storia. Il disco con cui Waters e soci sfondarono, non solo metaforicamente, il muro dell’alienazione.

di Fabrizio Melodia per La bottega del Barbieri

I Pink Floyd e il muro dell'alienazione, i 41 anni di The Wall 2

The Wall dei Pink Floyd, il muro dell’alienazione

E sono 41 – ma sembra non sentirli – per il doppio vinile The Wall. Il concept album della band britannica si rivelò un colossale successo commerciale e (per molti) un capolavoro. Rimise i Pink Floyd insieme dopo litigi, ossessioni, cambiamenti musicali epocali e una colossale crisi finanziaria che aveva portato la band sull’orlo della bancarotta.

Come si arrivò a tutto questo? Sembra di essere in un biopic un po’ raffazzonato se non fosse che è tutto vero, cattiverie e bastardate comprese. Altro che il film «Bohemian rhapsody» di recente uscita, sulla parabola ascendente, il crollo e la rinascita di Freddy Mercury e dei Queen (rimaneggiando con arte la verità). Per The wall volarono sputi e non in senso metaforico.

Tutto ebbe inizio con il punk, che negli anni ‘70 aveva polverizzato il progressive rock e molti dei suoi più illustri esponenti: Emerson, Lake & Palmer, Yes o Jethro Tull, per fare qualche nome in ordine sparso.

Il punk, con una buona dose di sfacciataggine mista a temerarietà, mise in discussione l’estetica e la contenutistica musicale del decennio, segnando punti importanti e portando una piccola ma significativa rivoluzione.
Oltre a questo clima mutato i Pink Floyd dovettero far fronte a una crisi finanziaria per investimenti sbagliati in Borsa operati da una agenzia che gestiva i loro cospicui introiti.

Nel 1977, durante il concerto In the flesh, Roger Waters si scontrò duramente con un fan che cercava a tutti i costi di scavalcare la recinzione che divideva il palco dagli spettatori. Da questo duro scontro, Waters se ne uscì sputando all’indirizzo dello scalmanato. Da quell’episodio, dopo un litigio con il manager Steve O’Rourke, Waters ebbe modo di parlare anche con uno psichiatra, “sputando” fuori tutte le problematiche che lo affliggevano: la paura di esibirsi davanti a un pubblico numeroso e il distaccato odio che provava verso di esso.

Mentre la band decise di dedicarsi a progetti solisti, Waters andò a fondo della questione, cominciando a scrivere nuovo materiale proprio pensando proprio al distacco fra gli artisti e il pubblico. Non era la prima volta che i Pink Floyd mostravano insofferenza verso i loro fan, ma per la prima volta essa diventava tematica, un vero e proprio “concept” che pervadeva la creazione musicale.

Waters ebbe modo di raccontarlo: Fu poco dopo l’episodio di Montreal che mi venne in mente l’idea di costruire un muro durante lo show. A parte il suo significato personale, pensavo sarebbe stato un grande pezzo di teatro musicale.

Fra tensioni e litigi, Waters e la band misero insieme 26 brani musicali, tutti accomunati da un concept unitario: una vera opera rock che narrava di un personaggio fittizio, un certo Pink, popstar amareggiata e disillusa, che viveva in modo problematico il suo distacco con il pubblico, in un susseguirsi di esperienze traumatiche, arrivando a costruire un muro tra sè e gli altri. Alcune di quelle esperienze terribili sono la prematura scomparsa del padre (accadde realmente a Roger Waters: il padre morì durante la seconda guerra mondiale, quando era troppo piccolo per ricordarlo), la scuola con insegnanti severi e ottusi, la presenza ossessiva della madre.

I Pink Floyd e il muro dell'alienazione, i 41 anni di The Wall 2

The Wall contiene capolavori come Another brick in the wall e Confortably numb. I traumi, la costruzione del muro, la solitudine, l’alienazione… Tutto sommato sono solo un altro mattone nel muro, si ripete ossessivamente nel ritornello.

Si potrebbe quasi paragonare «The Wall» a una “Divina Commedia” dantesca, dove l’esito non è vedere Dio ma affondare le mani completamente nell’abisso della propria anima, analizzandosi «nel mezzo del cammin». Emblematica la canzone The trial (Il processo) che condanna Pink proprio a cercarsi l’anima … per ritrovare la sanità mentale. La sentenza lo condanna ad abbattere il muro.

Sembra di sentire echi del filosofo francese Jean-Paul Sartre, nell’antologia intitolata proprio «Il muro». Nell’ultima canzone, Outside the Wall Waters sottolinea come sia difficile integrarsi con la società rimanendo sani di mente: Soli, o a coppie – Quelli che davvero ti amano – Camminano su e giù fuori dal muro – Qualcuno mano nella mano – Qualcuno si riunisce in band – I cuori sanguinanti e gli artisti – Fanno la loro comparsa – E quando hanno dato tutto ciò che potevano – Alcuni barcollano e cadono – Dopo tutto non è facile – Sbattere il tuo cuore contro un muro di pazzi.

«The Wall» ebbe un successo enorme, nel 1980 fu il disco più venduto negli USA e rimase nelle vette delle classifiche di tutto il mondo, diventando il doppio album più venduto nella storia della musica.

Per promuoverlo, i Pink Floyd furono impegnati in una serie di concerti fra il 1980 e il 1981, portando sul palco la denuncia feroce della società senza peli sulla lingua, con l’ormai celebre muro di polistirolo costruito sul palco e abbattuto alla fine della performance.
Tanto potente fu questo concept album che il cineasta Alan Parker ne traspose la storia in un film (dallo stesso titolo) nel 1982.

La critica fu divisa e questo portò alla definitiva spaccatura della band. Chris Brazler sul settimanale Melody Maker commentò: Non so dire se sia brillante o atroce ma certo lo trovo irresistibile.

Il 21 luglio 1990, i Pink Floyd si esibirono a Berlino nell’area di Potsdamer Platz  in uno storico live di «The Wall» collegandosi al crollo del muro berlinese. Allora pochi avevano intuito che presto nel mondo sarebbero sorti ovunque nuovi e più alti muri.

La bottega del Barbieri

Per approfondire:

– Matteo Palombi, “The wall. No adulation. Storia e analisi di un’opera totale”, Arcana Edizioni, 2019.
– The Lunatics, “Il Fiume Infinito – Tutte le Canzoni dei Pink Floyd”, Giunti, 2014.
– Christian Diemoz, “Le Canzoni dei Pink Floyd”, Editori Riuniti, 1991.
– Alessandro Bratus, Pink Floyd. 40 anni di suoni e visioni, Editori Riuniti, 2005.
– Franco Brizi, Pink Floyd, Coniglio Editore, 2007.

 

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